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Negli ultimi due anni abbiamo assistito, nelle principali città italiane, alla crescita esponenziale delle “bici facili”, quelle libere dagli stalli, abbandonate un po’ovunque al termine della corsa. Un’onda apparentemente potente e inizialmente ben accolta dalla amministrazioni locali, a cui però è seguita presto un’altrettanto forte risacca, che ha visto sparire nel nulla diverse società di bike sharing free floating: dopo il glorioso assalto iniziale solo più telai, gomme e sellini abbandonati sulle strade. Uno dei pochi operatori del free floating che resiste è Mobike. A Torino è l’unico sopravvissuto delle cinque tigri a due ruote che volevano modificare la mobilità Leggi su Greenews.info…